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Emoji come le parole: ora il cervello capisce l’ironia

April 21, 2017

Il nostro cervello si è adattato al nuovo linguaggio e riesce a interpretare il sarcasmo espresso dalle faccine


L’IRONIA espressa con le emoji ha lo stesso effetto di quella veicolata dalle parole? La risposta è ”sì”. E adesso c’è anche la conferma scientifica che arriva dall’Università dell’Illinois. Potrebbe sembrare scontato tanto siamo abituati all’uso delle faccine, ma i ricercatori non si fidano di gesti consolidati e tendono sempre a verificare, a dare evidenze oggettive.

Ormai le emoji vengono utilizzate in maniera automatica nei nostri messaggi, per esprimere meglio ciò che pensiamo, per dare un tono al testo e, come in una conversazione  ‘dal vivo’, ci permettono di far sorridere il nostro interlocutore virtuale. In sostanza, sono efficaci sfumature di un nuovo linguaggio, capaci di sopperire agli ammiccamenti e al potere evocativo delle parole accompagnate dalle espressioni del volto. Sono simboli, riconosciuti universalmente. Una sorta di ‘esperanto tech’ che non è lingua gelida e impersonale. Al contrario, sono in grado di ricreare i contorni di una comunicazione face-to-face, rendendo possibile la trasmissione a distanza di tutte le coloriture espressive.
 

Dunque, il cervello interpreta l’ironia o il sarcasmo delle emoji nello stesso modo in cui interpreta il sarcasmo veicolato verbalmente. In soldoni, è questo il risultato dello studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Linguistica dell’università statunitense. “È come se il cervello, abituato a leggere le frasi in un modo, quando vede l’emoji aggiornasse la sua interpretazione per adattarla alle nuove informazioni”, ha detto Benjamin Weissman, uno dei linguisti coinvolti nella ricerca. Gli studiosi hanno misurato l’attività celebrale degli studenti universitari madrelingua inglese durante la lettura di frasi che terminavano con emoji positive, negative o ironiche. Per esempio, l’affermazione “Sei un idiota”, seguita da una faccina sorridente, accigliata e che strizza l’occhio. Gli studenti hanno risposto, poi, a domande sull’interpretazione delle frasi.

 
Le ‘cavie’ che hanno affermato di essere stati influenzati dalle emoji hanno mostrato attività cerebrali simili a quelle riscontrate, negli studi precedenti, attorno alla percezione del sarcasmo. La dimostrazione che le emoji non sono solo divertenti fronzoli dei nostri messaggi, ma hanno una robusta funzione comunicativa: informano sul significato e l’interpretazione delle nostre espressioni, proprio come farebbe un sorriso ammiccante o una strizzatina d’occhio in una conversazione reale.









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