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Google Home è di famiglia: ora l’assistente riconosce più voci

April 21, 2017

Google Home 

Aggiornamento per il gadget casalingo di Big G: riconosce fino a sei timbri diversi. Peccato che in questo modo possa attivarlo chiunque. Anche una pubblicità


GOOGLE Home, il gadget casalingo che ripercorre le ambizioni di Echo di Amazon, adesso entra davvero in casa. L’assistente di Big G può infatti riconoscere fino a sei tipi di voci diverse. In pratica, sa chi è che si sta interfacciando con lui fra i componenti della famiglia. La novità è frutto di un aggiornamento rilasciato proprio ieri che consente appunto all’aggeggio per gestire domotica, fare ricerche ed effettuare prenotazioni – al momento limitato al mercato Usa – di farsi più ecumenico. Ovviamente non gli si può parlare in contemporanea, altrimenti va in tilt. Ma è un passo in più verso la personalizzazione della domotica.
 
Distinguere le voci, infatti, non è solo un aggiornamento estetico o di gusto. Capire chi gli sta parlando – se il papà, la mamma o uno dei figli – consentirà al gadget di fornire risposte più pertinenti e azzeccate potendo così evitare una serie di passaggi che allungherebbero la discussione. Insomma, già da chi pronuncerà “Ok Google” o “Hey Google” il sistema capirà quali siano le probabili richieste, tarando di conseguenza i feedback e le informazioni utili.
 
Così si risolve dunque uno dei principali difetti, quello appunto di riconoscere solo una voce: la prima che ad aver eseguito la configurazione dell’assistente. L’aggiornamento, che è in fase di distribuzione negli Stati Uniti, consentirà dunque un arricchimento fortemente personalizzato. Dalle playlist musicali al traffico su misura, dagli accessori di casa più utilizzati dall’uno o dall’altro componente del nucleo ai gadget da gestire, Google Home si farà dunque su misura per tutti. Per addestrarlo basterà ripetere qualche volta la celebre fase d’innesco (“Hey Google” oppure “Ok Google”): a quel punto scatterà l’associazione e il seguente riconoscimento.
 
Un esempio: se Home viene allenato a riconoscere l’utente Giuseppe saprà automaticamente com’è il traffico per il suo ufficio – e non per quello del partner o per la scuola di un figlio – i suoi appuntamenti in calendario e, come si diceva, le sue canzoni preferite, magari per il risveglio mattutino. Così per gli altri membri della famiglia. Come se non bastasse, Google sorpassa così Amazon, visto che il cilindretto intelligente Echo non riconosce le voci. Anche se, d’altro canto, significherà che se uno di quei sei slot vocali è ancora libero chiunque potrà attivare il vostro Google Home: il buco è stato cavalcato in questi giorni da una pubblicità statunitense di Burger King in cui un annuncio tv viene utilizzato per attivare l’accessorio in un’abitazione e declamare gli ingredienti di uno dei più famosi panini, pescandoli da Wikipedia.
 
“Sarà fondamentale bilanciare la questione, assicurandosi che Google Home sia utile e in grado di rispondere alle domande di un ospite o di un amico mantenendo tuttavia alcune informazioni solo per il padrone di casa” ha spiegato una portavoce di Mountain View.









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