Science

Tempesta geomagnetica in arrivo il 16 luglio. Aurore anche su New York e Scozia

July 16, 2017

UNA TEMPESTA geomagnetica sta per colpire la Terra dopo l’eruzione solare scatenata dalla gigantesca macchia rivolta verso il nostro pianeta nelle prime ore del 14 luglio. La previsione è del Noaa, l’agenzia governativa statunitense che monitora gli oceani e l’atmosfera. Il flusso di particelle ‘sparatò dalla nostra stella arriverà il 16 luglio, innescando un fenomeno che sarà comunque di entità “moderata” secondo i meteorologi dello spazio e durerà probabilmente fino al 17.

Secondo il Noaa, la tempesta sarà di livello G2, il secondo come impatto su una scala di 5. Oltre ai disturbi delle comunicazioni radio, alle latitudini più vicine al polo nord, sistemi come le centrali elettriche potrebbero registrare sbalzi di tensione e danni ai trasformatori. Mentre potrebbero essere necessarie manovre di orientamento e correzione dell’orbita dei satelliti e della Stazione spaziale. Durante questi fenomeni, infatti, l’alta atmosfera subisce un innalzamento della temperatura e della densità. Questo fa sì che gli oggetti in orbita bassa come satelliti e la stessa Iss possano essere rallentati e quindi trascinati verso il basso.
Ma è probabile che l’effetto più evidente di questa tempesta solare saranno le spettacolari aurore, che saranno visibili a latitudini molto più basse rispetto alla consuetudine. Lo Space weather prediction center stima che potrebbero arrivare addirittura a New York per gli Stati Uniti, Scozia, Danimarca (ma con la possibilità che si vedano anche nel nord della Germania) per l’Europa.



Le tempeste geomagnetiche si verificano quando una eruzione solare (Coronal mass ejection) è diretta verso la Terra e le particelle cariche sotto forma di plasma interagiscono con il campo magnetico del nostro pianeta. Il 14 luglio il Sole ha ‘sparatò nella nostra direzione una nuvola di protoni ed elettroni a circa 825 chilometri al secondo, quasi tre milioni di chilometri all’ora. A questa velocità servono più o meno 50 ore per raggiungere la Terra (che dista poco meno di 150 milioni di chilometri).

La gigantesca macchia comparsa sul Sole nei giorni scorsi è una regione attiva e ‘turbolenta’. Gli esperti temevano infatti da quella zona (AR2665) possibili fenomeni di brillamento (che si è verificato proprio il 14 luglio con disturbi alle comunicazioni radio registrati Pacifico) e di espulsione di massa coronale, che è seguito subito dopo.

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